Viviamo una crisi profonda, economica, sociale, ecologica, culturale, difficile da cogliere nella sua interezza, perché non c’è una coscienza diffusa della sua complessità. Gli operatori del mercato globale della finanza hanno cambiato la nostra vita, senza che nemmeno ci si sia accorto di come ciò sia avvenuto. Gran parte dei media e dei politici, con un atteggiamento tendenzialmente manipolatorio, ripetono continuamente espressioni con non spiegano nulla, se non una cosa: non c’è alternativa all’adattamento passivo. Ripetono “ce lo chiedono i mercati”, “i mercati non capirebbero”, “i mercati hanno bisogno” , “i mercati sono sfiduciati”. I Mercati come feticci, all’altare dei quali sacrificare i diritti e la democrazia.

La realtà si va progressivamente polarizzando: paradisi fiscali e finanziari per pochi; inferni territoriali sempre più diffusi ed affollati. E in questo processo l’etica della cosa pubblica subisce un duplice attacco: da un lato corruzione diffusa, network criminali, sistemi di potere mafioso; dall’altro l’egemone ideologia neoliberista che promuove sempre e comunque la privatizzazione come soluzione di ogni problema. E mentre la ricchezza si concentra sempre di più in poche mani, la dominante rappresentazione della realtà ci impedisce di scorgere in modo nitido gli strettissimi legami esistenti tra la crisi socioeconomica e la crisi ecologica. Un nesso tanto saldo che richiederebbe un profondo ripensamento degli stili di vita, del regime energetico, dei modelli di produzione e consumo, delle consolidate strutture di potere. Un vero e proprio cambio di paradigma.

Questo Manifesto viene redatto ispirandosi a molteplici fonti, tra le quali:

      • Le opere di Jeremy Rifkin;

      • Gli ultimi saggi di Luciano Gallino (da Finanzcapitalismo. La civiltà del denaro in crisi, in poi)

      • Il saggio di Salvatore Settis Azione popolare. Cittadini per il bene comune

      • L’enciclica di Papa Francesco Laudato si’ ;

      • Il Manifesto del movimento Territorio Zero;

      • I lavori della cosiddetta Commissione Rodotà (Commissione istituita nel 2007 presso il Ministero della Giustizia per la modifica delle norme del codice civile in materia di beni pubblici);

      • I movimenti per una Carta Europea dei Beni Comuni;

      • Il Manifesto dell’Alleanza per l’Economia Circolare (che coinvolge il Movimento Legge Rifiuti Zero, l’Associazione Cetri-Tires (ufficio europeo di Jeremy Rifkin), l’Associazione Slow Food Italia, l’Associazione Movimento Volontariato Italiano Mo.V.I. onlus, l’Associazione Cittadinanza Attiva onlus, l’Associazione ARCI).

Quello di Osservatorio Zeta (OZ) è il Manifesto di chi condivide una visione e una metodologia che impegnano i sottoscrittori a cercare di cogliere la complessità della suddetta crisi in un punto ben preciso: nei beni comuni e pubblici, lì dove noi comuni cittadini patiamo di più l’intreccio delle distinguibili dimensioni della crisi: quella socioeconomica, quella ecologica e quella democratica.